
Mario Castelnuovo
Nato a Roma nel 1955,
MARIO CASTELNUOVO debutta nel mondo discografico italiano verso la fine
degli anni settanta. Il primo a credere in lui fu Amedeo Minghi, sotto
la cui produzione Castelnuovo esordisce nell'81 con Oceania e nell'82
va a Sanremo con Sette fili di canapa. Il suo primo disco, omonimo di
quest'ultima canzone, gode di ottimi riscontri critici, ma il successo
di pubblico gli arrivera' due anni dopo, con Nina, sempre all'Ariston
(nel frattempo, aveva condiviso con Ferradini e Kuzminac la storica
esperienza RCA del Q-disc). Scioltosi il sodalizio artistico con Minghi,
il cantautore Romano prosegue nella sua ricerca di atmosfere raffinate,
scrivendo testi dalla valenza poetica molto forte e armonie delicate.
Dopo Piazza del Campo, forse il suo album più difficile, raggiunge
gli esiti migliori con Venere dell'87 e Sul nido del cuculo dell'88.
Nel libretto di quest'ultimo disco fanno bella mostra di si alcuni suoi
acquerelli, che ne dimostrano l'originalita' anche sul versante pittorico.
Nel '91 festeggia dieci anni di carriera con l'antologia Come sara'
mio figlio, a cui seguono due album che imprimono al suo stile una svolta
ulteriormente "colta": Castelnuovo del '93 e il magnifico
Signorine adorate del '96. Attualmente, Mario Castelnuovo sta lavorando
al suo nuovo album, che vedra' luce entro l'anno.( di Andrea Pedrinelli
su "L'Isola che non c'era).