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Cafè Sconcerto

“…LE PROSTITUTE VI PRECEDERANNO NEL REGNO DEI CIELI…”
Trama: Rosa, prostituta, vive sola in una mansarda, ex bordello, dove vi è ospitato un Cristo. Nessuno fra coinquilini e abitanti, vecchi e nuovi, ha memoria di come quel Cristo sia presente in quella mansarda. Rosa, l’unica ad essere rimasta ad “esercitare il mestiere” in quella casa, ha cura di questa “presenza” con la quale instaura un rapporto totale: è madre, figlia, “amante”, sorella, devota. Con Lui arriva a “dividere metà dei suoi guadagni, per destinarli ai poveri” . Tra le numerose telefonate dei “clienti” si insinua quella di coloro che reclamano la proprietà del Cristo.
Rosa, barricata in casa, difende il suo Unico, Vero, Sincero e Autentico AMORE.

Annotazioni: … “Poiché i pellegrini di Montserrat gradiscono cantare e ballare sia durante le veglie notturne nella chiesa della Beata Vergine, sia di giorno nella piazza antistante – luoghi in cui è lecito eseguire soltanto musiche decorose e di devozione – sono stati composti alcuni canti di natura adeguata, al fine di soddisfare questa esigenza…” Questa annotazione è preposta al primo brano de Libre Vermell (Libro vermiglio) de Montserrat piccolo gioiello di musica medievale formato da una decina di brani musicali anonimi composti presumibilmente con la tecnica del cosiddetto contraffacta cioè “travestimenti” spirituali di brani di musiche preesistenti. La raccolta ci giunge miracolosamente scampando ad un incendio che distrusse il monastero benedettino di quella città nel 1811. Il nome è dovuto al colore del velluto che ne ricopre la rilegatura.

Quando accettai l’invito di accostare un commento sonoro alla storia di Rosa, non immaginavo che il materiale selezionato divenisse qualcosa che nel corso d’opera ci avrebbe coinvolti e più spesso trascinati in una dimensione irripetibile. Il Livre avvicinato alle vicende di Rosa si è appropriato della creatura, che inadeguatamente credevamo di conoscere, portandocela via conquistandola e imprimendole la sua incredibile e cangiante forza espressiva, …ci siamo trovati a non riuscire più a distinguere la musica, il canto, la danza da lei.
Oggi ci piace pensare che forse è stata proprio Rosa a guidare la nostra scelta, e questo è il nostro conforto, il credere che finalmente sia meno sola.


Josè Luis Martin Descalzo nato a Madridejos (Toledo) nel 1930. Fu ordinato sacerdote a Roma nel 1953, iniziò la sua attività letteraria nella rivista poetica Estria, partecipando al giovane movimento dei sacerdoti scrittori. Nel 1952 gli fu conferito il Prenio Insula, di poesia, con “SETTE SONETTI ALL’ALBA”. Il suo libro di Dialoghi di quattro morti conseguì il Premio Naraneo per breve racconto. Nel 1955 pubblicò “UN CURATO SI CONFESSA”. Con “LA FRONTIERA DI DIO” affronta per la prima volta il romanzo, conseguendo il Premio Eugenio Nadal, il massimo Premio letterario spagnolo. Ha pubblicato “L’UOMO CHE NON SAPEVA PECCARE” con lo pseudonimo Martin De Azcarate. Muore nel 1992 in Spagna.

Questa è una storia; tremenda, di
sbigottimento, di prostitute, di grida,
di contemplazione, di deformazione,
di verità e di falsità, di giudizi,
di condanne, di angustie
e di solitudine,
di fisicità, di amore e di poesia.
Quest’opera ad un solo personaggio,
e non un monologo, è concepita
perché a noi adulti distratti,
“buoni ufficiali omologati,
astuti arrivati”
infastidisca un po’, tanto.
Salvatore Esposito